Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Il messaggio trasmesso da Pechino non è soltanto quantitativo il numero dei mezzi, dei missili, dei soldati ma qualitativo: è il linguaggio del sacrificio

Guardare una parata militare a Pechino non significa solo osservare l'ostentazione di una potenza bellica in crescita, ma cogliere i simboli e i messaggi che rivelano mutamenti profondi del paradigma globale. Le file interminabili di soldati, le armi di nuova generazione, la regia impeccabile della coreografia militare non parlano soltanto di forza. Parlano di determinazione. Di un popolo o almeno della sua élite politica pronto a sacrifici, disposto a sostenere costi e rischi pur di affermare una visione del mondo alternativa a quella euroatlantica.

È qui che la preoccupazione americana si svela in tutta la sua evidenza: non più soltanto il timore di perdere primati industriali o tecnologici, ma quello, ben più radicale, della propria solitudine.