PADOVA - Riccardo Pozzobon non era entrato nei posti più bui, angusti e misteriosi del pianeta dove poi ha perso la vita, ma anche nei cuori di molti. E non solo della sua famiglia, della moglie Claudia, del piccolo Leonardo, dei genitori e della sorella Patrizia, ma anche di molti colleghi e amici.
Persone con cui ha condiviso esperienze uniche e rare in giro per il mondo, ma anche cose semplici. Tra queste c'è anche la passione per la musica, altra spia della sensibilità del 40enne scomparso in Alaska durante una missione internazionale.
Il 26 agosto il geologo, docente e ricercatore del Bo, era partito con due colleghi dall'Italia per partecipare ad un progetto di ricerca sul ghiacciaio Mendenhall finanziata dal National Geographic Grant Program. Sarebbe dovuto rientrare lo scorso weekend nella sua casa di Selvazzano, ma risulta disperso da martedì, dopo esser scivolato accidentalmente in un corso di acque di fusione del ghiacciaio che lo avrebbe poi inghiottito. Dopo alcuni giorni sono state anche interrotte le ricerche, ritenendo impossibile ritrovarlo. Da quando la notizia è stata diffusa dal Gazzettino, sono stati tantissimi i messaggi di ricordo, veicolati spesso anche dal collega (ma soprattutto amico di mille avventure) Francesco Sauro, che stava monitorando la missione da Padova e lo aveva sentito pochi minuti prima della tragedia.











