C’era una volta a il tortellino in brodo di cappone, sacro e intoccabile. Poi arrivò quello “senza maiale” e scatenò la tempesta politica del 2019. Oggi, sotto le Due Torri, è il turno della versione musulmana, “halal”: stessa forma, stesso tuffo nel brodo, ma con ripieno conforme alle regole islamiche. Apriti cielo.
A Bologna, città che accoglie ramen e sushi accanto a tagliatelle al ragù, ha preso piede “Brodellini”, micro-bottega che da mesi sforna “tortellini di carne halal” e specialità emiliane rivisitate da asporto. Non un kebab in salsa felsinea, bensì un presidio slow food proclamato “Bottega artigianale emiliana 100% halal”.
Il titolare, Zarca, musulmano di seconda generazione e globetrotter del palato, minimizza con garbo: «Prima di investire in questo locale, abbiamo studiato il mercato. C’era margine. Oggi metà dei nostri clienti è musulmana, l’altra metà turisti o bolognesi curiosi, spesso coppie miste».
Il tortellino halal costa 37 euro al chilo, quello bolognese con carne di maiale ne costa 30. «Molti ragazzi di seconda generazione si erano stancati di mangiare il solito kebab- aggiunge -, così abbiamo deciso di sperimentare una cucina mista arabo-italiana. E gran parte dei nostri clienti sono giovani». Poi sono arrivate le tagliatelle halal, le crescentine al pastrami, l’amatriciana rivisitata, risotti, taralli: tradizione reinventata, pasta fresca a mano e sapore che viaggia. «Molti italiani vengono per curiosità, qualcuno ritorna» confida Zarca.






