La trama è tra le più classiche: un amore contrastato tra Carmencita e Juan Gomez negli anni Trenta del Novecento. Il lieto fine è scontato, ma a rendere unico il docufilm «Telenovela» è però la straordinarietà dei dodici attori in scena: uomini e donne, tra i 60 e i 90 anni affetti da Alzheimer o demenza senile.

Gli attori sono tutti ospiti de «Il Paese ritrovato» di Monza, il primo villaggio per Alzheimer realizzato in Italia. In questo piccolo borgo con otto appartamenti per 64 ospiti, un market, il negozio di parrucchiera, la merceria, la chiesa, il bar, il teatro e la sala cinema, da qualche tempo c’è anche un laboratorio teatrale, curato dalla drammaterapeuta Paola Perfetti con trent’anni di esperienza.

Scegliere di fare teatro e poi girare un film con attori con un forte deficit della memoria è stato come abbattere un nuovo tabù : «All’inizio - spiega Perfetti - erano tutti un po’ scettici, perché la prima difficoltà che si associa al mestiere di attore è proprio la capacità di imparare a memoria un copione e rispettare i tempi della battuta».

Il progetto è partito con una prima fase di improvvisazione in situazioni legate al quotidiano. «Ho trascritto le loro improvvisazioni, ho ascoltato i loro racconti e poi ho lavorato al testo - prosegue Perfetti - per un mese, tutti i giorni abbiamo girato all’interno del teatro del villaggio. Per aiutare la memoria è bastato dare la battuta poco prima di ogni ciak». Alla prima monzese del film alcuni degli attori si sono riconosciuti, le famiglie si sono commosse nel vedere i propri cari ancora capaci di comunicare emozioni. Si replica il 21 settembre alla Fabbrica del Vapore a Milano alle 20.30 (ingresso gratuito da prenotare sul sito di Anteo: www.spaziocinema.info).