Non è una legge di bilancio di poco conto, quella che aspetta Giancarlo Giorgetti nelle prossime settimane. È la prima da quando le guerre commerciali che attraversano l’economia mondiale minacciano di mettere sotto pressione l’export italiano nella morsa fra Stati Uniti e Cina. Ed è la prima dal 2019 che dovrebbe riportare l’Italia a un deficit pubblico sotto al 3% del prodotto interno lordo e a un surplus prima di pagare gli interessi del debito, secondo il Piano strutturale di bilancio della primavera scorsa.

Forse per questo il ministro dell’Economia, al Forum Teha di Cernobbio, è di poche ma essenziali parole. «Come abbiamo sempre fatto in questi anni, io lavoro in modo serio, pragmatico, con responsabilità, serietà, prudenza» esordisce in collegamento video. Giorgetti aggiunge subito una rivendicazione in più: «Quando concordammo le regole di bilancio europee noi fummo tra i più critici, ora siamo fra coloro che le rispettano in modo più puntuale».