Un gruppo di 295 tra ricercatori, tecnologi e personale tecnico-amministrativo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) ha sottoscritto una lettera indirizzata al Presidente Roberto Ragazzoni e al Consiglio di Amministrazione dell’ente, chiedendo la sospensione immediata di ogni collaborazione con istituzioni accademiche, di ricerca e aziendali israeliane.
Che cosa è l’Inaf
L’Istituto Nazionale di Astrofisica è il principale Ente di Ricerca italiano per lo studio dell’Universo. “Promuove, realizza e coordina, anche nell'ambito di programmi dell'Unione Europea e di Organismi internazionali”, come spiega il sito stesso dell’Istituto, “attività di ricerca nei campi dell’astronomia e dell’astrofisica, sia in collaborazione con le Università che con altri soggetti pubblici e privati, nazionali, internazionali ed esteri. Progetta e sviluppa tecnologie innovative e strumentazione d’avanguardia per lo studio e l’esplorazione del Cosmo. Favorisce la diffusione della cultura scientifica grazie a progetti di didattica e divulgazione dell’Astronomia che si rivolgono alla Scuola e alla Società”.
“Non possiamo restare in silenzio”
I firmatari denunciano il rischio che l’Inaf, mantenendo accordi con enti israeliani, possa risultare “complice di attività che contribuiscono a violazioni del diritto umanitario e a un potenziale genocidio”. La richiesta si fonda su una serie di pronunciamenti internazionali, tra cui quelli della Corte Penale Internazionale e della Corte Internazionale di Giustizia, che hanno evidenziato gravi violazioni da parte dello Stato israeliano nei Territori Palestinesi Occupati. Richiama anche le mozioni approvate dai Dipartimenti di Fisica di Sapienza Università di Roma e dell’Università di Roma Tor Vergata, la petizione dei ricercatori del Cern, e quella di centinaia di accademici internazionali. Anche la Società Italiana di Diritto Internazionale (Sidi) sollecita le istituzioni accademiche e gli enti di ricerca a sospendere gli accordi di cooperazione o collaborazione con istituzioni israeliane che contribuiscano a violazioni del diritto internazionale.






