MOSTRA DEL CINEMA - Anche se non è un Leone, ricevere un premio a Venezia è pur sempre molto ambito e, ovviamente, motivo di soddisfazione (ci mancherebbe) e di infiniti ringraziamenti, ma da giorni si dava per scontato che trinfasse "The Voice of Hind Rajab" e invece, cosa è successo? «La mia giuria dice il presidente Alexander Payne ha visto ventun bellissimi film e alla fine la rosa si è ristretta e due possibili candidati al Leone d'oro. Avremmo voluto dare il premio maggiore a tutti e due i film, ma non è possibile l'ex-aequo e questa è la parte più ingiusta del fare il giurato. Se avessimo votato il giorno prima forse sarebbe andata in modo diverso. In ogni caso per noi erano tutti e due i film di eguale livello e la differenza tra loro è uno zero, virgola zero».

Leoni a sorpresa, quindi, e non senza polemiche. Che invece non riguardano gli altri premi. In "La Grazia" di Paolo Sorrentino il Presidente del film lasciando il Quirinale dice: «Non siamo stati bravi, siamo stati eleganti». Ma, più che elegante, la giuria ha valutato come miglior interprete maschile dell'intero festival il "solito" Toni Servillo, l'attore italiano non nuovo a riconoscimenti alla bravura: «Questo Presidente del film è una creazione di Paolo Sorrentino e della sua fantasia, e lo ringrazio per aver avuto fiducia della possibilità che io potessi interpretarlo. Veramente non pensavo che ci riuscisse. Il presidente di Sorrentino chiede di restare umani. È questa la riflessione che offre questo film: noi oggi abbiamo bisogno di una politica che non dimentichi l'umanità».