Ci sono silenzi che non promettono bene. E quello di Thomas Schael, da oltre un mese autoconfinatosi in un mutismo che stride con la parlantina dei tempi andati, era assordante.

La Pec che riaccende il caso

In Regione e dintorni tutti si aspettavano qualcosa, dopo il commiato del commissario al personale. Venerdì il colpo di coda, non più a mezzo stampa ma tramite una Pec inviata in Regione in serata: Schael sostiene di non essere un “ex” perché la delibera regionale di nomina di Livio Tranchida, il nuovo direttore generale, non è stata ancora pubblicata sul Burp, il Bollettino ufficiale della Regione. Ha fatto richiesta di accesso agli atti, con riferimento alla nomina di Tranchida e prima ancora alla “rosa” di nomi sottoposta all’Università. Non ultimo: ha annunciato che domani si presenterà alla Città della Salute come commissario nei pieni poteri. Possibile, in aggiunta, che una volta ottenute le carte decida di impugnarle, partendo dalla convinzione che la sua rimozione sia ingiustificata.

Regione colta di sorpresa

Sul momento una doccia gelata per la Regione, dalla presidenza all’assessorato. Ieri, a uffici chiusi, c’è voluto del bello e del buono per recuperare la Pec, che nessuno aveva letto. Ed è scattata la corsa contro il tempo per verificare se effettivamente c’era stata un’omissione da parte degli uffici, cioè se la delibera di cui sopra non era stata pubblicata sul Burp, esponendo il fianco al contrattacco del commissario, che di regole ha dimostrato di intendersene: il personale della Città della salute ne sa qualcosa.