L’oleandro, Nerium oleander, è senza dubbio una delle piante ornamentali più affascinanti e diffuse nei nostri giardini e terrazzi. I suoi fiori vivaci e le foglie sempreverdi incantano lo sguardo, ma nascondono un dettaglio che va conosciuto: l’oleandro è velenoso in tutte le sue parti. Coltivarlo non è complesso, perché richiede pochi interventi durante l’anno e cure molto semplici. Originario dell’Asia, l’oleandro ormai cresce in modo del tutto spontaneo nel territorio del mediterraneo. Si riconosce per le sue foglie ovali lunghe e di colore verde scuro (tipica la nervatura centrale), per i suoi rami tinti di verde brillante e naturalmente per i suoi fiori dai colori brillanti (dal bianco, rosa e persino rosso).
Coltivazione e cura dell’oleandro: in vaso e/o in terra
Coltivare l’oleandro è piuttosto semplice. Questa pianta, infatti, può essere tenuta sia in vaso, sia in terra e fatta eccezione per i primi due anni, durante i quali si dovrà essere un po’ più attenti dal punto di vista dell’irrigazione, una volta che le radici avranno attecchito per bene, l’arbusto riuscirà a resistere anche nei periodi di siccità intensa.
Se si sceglie la coltivazione in vaso, basterà avere a mente un paio di informazioni essenziali. Intanto, bisognerà scegliere contenitori ampi, profondi e con fori di drenaggio. Sul fondo, sarà utile disporre una giusta quantità di argilla espansa e poi coprire con del terriccio ben drenato. Il vaso consigliato è di circa 40 cm di diametro; in questo modo l’oleandro crescerà sano e forte. Essendo una pianta termofila ed eliofila, il sole è il suo migliore amico. Non è un caso, infatti, che abbia bisogno di almeno 6-8 ore di luce diretta al giorno, utile per garantire fioriture abbondanti.






