Tra le nuove mattane di Donald Trump – arruolare i dirigenti delle Big Tech nelle forze armate, cambiare il nome del dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra, etc – ne segnalo una, sfuggita a molti. Un ordine esecutivo – l’ennesimo – ha stabilito che gli edifici governativi a Washington DC devono tornare allo stile neoclassico, salvo casi eccezionali. George Washington, aggiunge Trump, ammirava quel tipo di architettura.
In Italia la cosa è sfuggita a molti, dicevo, ma non a Carlo Ratti, un connazionale che negli USA ci lavora, e quest’anno dirige la Biennale Architettura a Venezia. L’architetto ha scritto un commento per il «Financial Times», dove spiega perché quella di Trump è una decisione insidiosa. L’architettura delle capitali, spiega, riflette sempre il potere politico del tempo. Ma il neoclassicismo, per George Washington e Thomas Jefferson, era sperimentale e innovativo. Per Donald Trump, solo un’eco nostalgica.










