"Non pensavamo che questo giorno sarebbe mai arrivato".

Ci sono anche numerosi dipendenti tra le oltre 6 mila persone che si sono messe in coda, oggi a Milano, per l'ultimo saluto a Giorgio Armani. Giovani e meno giovani, vestiti di nero, lo sguardo commosso di chi ha perso molto di più che un semplice datore di lavoro. Per tutti loro lo stilista era un vero e proprio punto di riferimento oltre che un modello da seguire. "La sua presenza rimarrà sempre nelle nostre vite, fieri e grati di far parte di questa grande famiglia", è non a caso il messaggio che hanno voluto pubblicare sui giornali gli uffici donna e uomo del Gruppo per ricordare il loro fondatore.

Accanto alle tante personalità della moda, della cultura, dello spettacolo e dello sport, accanto ai rappresentanti delle istituzioni e ai moltissimi milanesi, i dipendenti sono entrati all'Armani/Teatro di via Bergognone seguendo una corsia riservata. Nessuna dichiarazione ai giornalisti presenti, per policy aziendale e per rispetto del momento, ma tanta commozione nei loro occhi.

"In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia", hanno scritto annunciando giovedì pomeriggio la morte dello stilista. Una famiglia che il re della moda "ha fondato e fatto crescere con visione, passione e dedizione". Per loro il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, era quasi un padre putativo. "Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia - hanno ancora scritto -. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hannolavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore".