Nel chiedere alla sinistra di non tirare per la giacca la figura di Giorgio Armani eravamo stati buoni profeti. Il gioco a far apparire il Re della moda per quello che non era, è proseguito senza soste e senza rispetto per quello che è stato lo stilista. Ma perché questo accanimento? Probabilmente perché non gli hanno mai perdonato di non essersi schierato e di aver vestito e intrattenuto relazioni con donne e uomini di destra e di sinistra. Così come non gli hanno mai perdonato il fatto di vestire gli uomini da uomini e le donne da donne, indipendentemente dalle loro inclinazioni sessuali.

Da vivo, probabilmente, temevano una sua reazione nel tirarlo in mezzo a queste beghe. Così hanno aspettato che non potesse più replicare e sbugiardare improvvisati biografi portatori di tesi bislacche sul suo conto. Ieri La Stampa aveva un titolo che recitava così: “Democratico e antifascista”. Ma nell’articolo non ci trovavi nulla di tutto questo, semplicemente perché Armani non ha mai manifestato le sue idee politiche. E allora ecco che, con sonoro stridere di unghie sullo specchio, apprendiamo che «Armani nel tempo, decidendo chi vestire, ha in qualche modo fatto capire chi preferisse, almeno in estetica» e parte l’elenco che comprende le piddine Giovanna Melandri e Anna Finocchiaro e Liliana Segre. Come a dire, beh è chiaro che Re Giorgio era del Pd...