"Più dell'intelligenza artificiale mi preoccupano gli esseri umani con la loro stupidità e le loro divisioni, li trovo più pericolosi della tecnologia" Lo dice Adele Exharcopoulos, protagonista con Gilles Lellouche, Louis Garrel, Romain Duris, Valeria Bruni Tedeschi di Chien 51, il polar distopico di Cedric Jimenez che chiude fuori concorso l'82/a Mostra del Cinema di Venezia.
La storia (tratta dal romanzo Cane 51, pubblicato in Italia da e/o) è ambientata in un futuro abbastanza prossimo nel quale Parigi è divisa in tre zone che separano le classi sociali e nessuno può sfuggire ad Alma, un'intelligenza artificiale predittiva che ha rivoluzionato le forze dell'ordine.
Quando il creatore del sistema viene assassinato, Salia (Exharcopoulos), un agente di alto livello, e Zem (Lellouche), un poliziotto disilluso, devono collaborare per risolvere il caso, dietro il quale si nascondono oscuri segreti legati alla tecnologia che li usa come strumenti.
"La cosa che ho amato di più non è la storia poliziesca, ma il rapporto dei protagonisti. Poi avevo un forte desiderio di un racconto di totale invenzione, perché i miei film precedenti erano ispirati a eventi reali, mentre questo tipo di storie offre una grande libertà: il futuro è per definizione la cosa più inventata, dato che non esiste" spiega Jimenez, autore fra gli altri di Bac Nord e November - I cinque giorni dopo il Bataclan.







