VENEZIA - Esistono anche i casi - pochi - in cui c'è chi sceglie il carcere anche se avrebbe diritto ad un trattamento migliore, come gli arresti domiciliari. È successo ieri 5 settembre in Tribunale, dove uno dei più noti ladri seriali della città, Luca Costalonga, è finito sotto processo per il più recente furto in un esercizio commerciale, avvenuto attorno alla metà di luglio tra Rialto e San Polo. Il trentaseienne, assistito dall'avvocato Marco Zanchi, ha patteggiato ieri mattina otto mesi e avrebbe avuto la possibilità di restare in custodia cautelare in casa sua. Invece, dopo aver ammesso una dipendenza come la causa scatenante dei ripetuti furti (deve rispondere di oltre una decina) egli ha chiesto espressamente di poter rimanere in carcere per poter proseguire il percorso di disintossicazione. Consultato con l'avvocato Zanchi e il Pm Christian Del Turco, il giudice ha fatto mettere per iscritto l'istanza prima di emettere la sentenza. Il "pentimento", comunque sembra concreto, poiché in sede di spontanee dichiarazioni aveva anche detto: «Vorrei poter ricominciare una vita nuova in una comunità che sia in grado di aiutarmi».

A metà luglio il trentaseienne era stato arrestato dalla polizia, che poco prima aveva messo le manette attorno a un altro ladro seriale di cui la gente conosceva le generalità, ma per vari motivi non era finito dietro le sbarre.