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Ultimo aggiornamento: 13:41

Il vecchio ordine mondiale è in crisi e per questo è necessario che i Paesi europei comincino a guardare a Est con uno sguardo diverso, che non sia conflittuale, bensì volto alla cooperazione e alla multipolarità. Si può riassumere così il D’Alema pensiero, espresso dallo stesso ex presidente del Consiglio in un’intervista a La Stampa, rilasciata dopo il suo rientro in Italia dalla Cina. Il 3 settembre scorso, a Pechino, ha partecipato alla commemorazione per gli 80 anni dalla vittoria sul Giappone e la fine della Seconda Guerra Mondiale. In piazza Tienanmen, insieme al presidente cinese Xi Jinping, c’erano i leader di numerosi Paesi, tra cui il russo Vladimir Putin e il nordcoreano Kim Jong–un. Tutti freschi dell’intesa politica raggiunta durante il summit della Shanghai Cooperation Organization (Sco), tenutosi pochi giorni prima nella città di Tianjin. Un po’ meno in vista, tra i rappresentanti di Stato invitati c’era anche D’Alema.

“I cinesi, ogni dieci anni, celebrano la loro Liberazione con una parata militare alla quale invitano sempre i governi di tutto il mondo. Questa volta gli europei non c’erano e proprio questa, a mio avviso, è stata la scelta sbagliata“, dichiara D’Alema. “Siamo – prosegue – dentro una crisi del vecchio ordine mondiale, abbiamo bisogno di costruirne uno nuovo che non abbia egemonie di alcun tipo e perciò non possiamo permetterci di fare un errore: schiacciare una grande potenza come la Cina e metterla alla guida di un grande blocco anti-occidentale. Errore madornale: se pensi di isolare il resto del mondo, finisci per isolarti”.