PADOVA - «L'avevo sentito circa mezz'ora prima che capitasse quello che è capitato. Scusi se ho questa voce, ma sono ancora sconvolto...». Francesco Sauro, ricercatore del Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, è ben più che un collega. Era un grande amico di Riccardo Pozzobon e lo sentiva praticamente ogni giorno. Mentre Riccardo studiava il ghiacciaio in Alaska, Francesco monitorava la missione da Padova. «Ci conoscevamo da più di vent'anni - racconta -. Avevamo studiato Geologia all'Università di Padova e da quel momento avevamo sempre continuato a lavorare insieme su molti progetti. Dall'Alaska ci teneva continuamente informati su tutto quello che stava facendo, mi aveva detto che stava andando tutto bene e che era molto felice di essere lì. Poi...».
Poi? «È capitata una tragica fatalità. Non c'entra niente l'eventuale pericolosità del posto. Lui era molto formato e stava rispettando tutte le procedure di sicurezza».
«I ghiacciai possono essere luoghi pericolosi - continua Sauro - ma nessuno poteva immaginare che un fatto simile potesse capitare in un momento di sosta quando si stava preparando per il pranzo. È stata una scivolata accidentale come avrebbe potuto capitare qui in un sentiero ripido di una nostra montagna. Anzi, perfino in città puoi inciampare su un marciapiede ed essere travolto da un camion. È stata solo una grandissima sfortuna».












