Lo dice perfino Matteo Salvini: «Spero che venga scelto il prima possibile». Il candidato presidente della coalizione in Veneto non è ancora stato individuato e pure il segretario federale della Lega non nasconde più l’impazienza, nella sua terza giornata a Nordest che lo vede in mattinata all’inaugurazione della sede di partito a Udine e nel pomeriggio al colloquio con l’ambasciatore statunitense Tilman Fertitta a Venezia, città in cui giovedì ha incontrato il governatore Luca Zaia, rinviando però ogni decisione (compresa quella sulla data del voto, in capo a Palazzo Balbi) a valle del futuro vertice nazionale. «La nostra regione rimane in stallo, sotto scacco da veti incrociati interni al centrodestra e persino, sembra, in balia dell’esito elettorale delle Marche», attacca Vanessa Camani, capogruppo del Partito Democratico.
Salvini sente la fibrillazione della base: «Ho incontrato tanti imprenditori, tante associazioni, tanti cittadini che non vedono l’ora di scendere in campo e di vincere». Il vicepremier dovrà però attendere il tavolo della prossima settimana, pronto nel caso a calare la carta Zaia, intesa come lista. «Non ci sono veti – assicura malgrado la contrarietà dell’azzurro Antonio Tajani –. Ragioneremo, secondo me è un valore aggiunto, ci sono tanti sindaci che vorrebbero correre anche senza casacche di partito». Ma nella trattativa la prima mossa leghista sarà comunque quella di proporre un proprio candidato: «L'obiettivo è che ai veneti venga garantito il buon governo degli ultimi 15 anni e come Lega abbiamo tante idee e tanti uomini da proporre». Per esempio il veronese Fontana? «Lorenzo sta facendo benissimo il presidente della Camera, non so che intenzioni abbia, ma immagino che voglia continuare a farlo bene», risponde Salvini, facendo capire che l’ipotesi non sia così fondata. Del resto anche per Massimiliano Fedriga, e per se stesso, non vede al momento cambi in corsa: «Noi della Lega siamo molto concreti. Lui sta facendo il governatore del Friuli Venezia Giulia, e lo fa bene, io sto facendo il ministro dei Trasporti e Infrastrutture al meglio, e quindi portiamo a termine i nostri lavori. Prepariamoci a rivincere le prossime elezioni politiche, le prossime elezioni regionali, però oggi siamo impegnati su Udine, su Trieste, Pordenone, Gorizia, al resto penseremo dopo».











