Lo stesso Cremlino ammette che dal vertice in Alaska di Ferragosto non ci sono stati grandi progressi. I leader occidentali ormai sono convinti che Putin non voglia sedersi al tavolo dei negoziati e lavorano al 19° pacchetto di sanzioni. Questa volta ancora in più stretto coordinamento con gli Usa, dove è volata una squadra di funzionari della Commissione europea. Ursula von der Leyen ha anche sentito il vicepresidente Usa JD Vance, perché più le sanzioni sono coordinate con i partner, più sono efficaci, come è avvenuto con il tetto al prezzo del petrolio russo. Putin ha anche ripetuto che Mosca è il luogo migliore per un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, un invito che suona come una boutade, sapendo benissimo dello squilibrio e dei rischi che impedirebbero una soluzione del genere.