Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 21:27

Prosegue la scalata di Mps. Il Monte dei Paschi sale ancora in Mediobanca portandosi al 45,8% del capitale. Nel penultimo giorno per aderire – l’offerta chiude lunedì anche se avrà un’appendice di cinque giorni con la riapertura dei termini a metà settembre – Siena ha raccolto un ulteriore 5,4% circa del capitale, avvicinando ulteriormente la soglia del 50% che assicura il controllo di diritto e il pieno dispiegamento delle sinergie e dei crediti fiscali. A conferire le quote sono stati anche aderenti al patto di consultazione. Dopo la famiglia Tortora, che ha apportato l’1,1%, anche i Doris hanno deciso di conferire la residua quota dello 0,96% in capo alla holding di famiglia Finprog, dopo aver invece ceduto sul mercato il 3,5% di Mediolanum. Una decisione presa, ha spiegato Sara Doris, alla luce di come “si sono evolute le cose” e del fatto “che a questo punto l’operazione si fa”.

Altri pattisti hanno preferito monetizzare la corsa del titolo, anziché credere nel progetto dell’ad di Mps, Luigi Lovaglio: Valsabbia Investimenti ha ceduto l’intera quota dello 0,15%, la famiglia Pittini ha ceduto quasi la metà del suo 0,43% mentre è proseguito il disimpegno delle holding della famiglia Lucchini. Ma anche tra il management di Mediobanca, che dovrà lasciare spazio agli uomini scelti da Siena, iniziano le prime vendite, con Clemente Rebecchini che ha ceduto 26.233 azioni.