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La crisi del liberalismo è anche la crisi dell'Europa perché il liberalismo europeo ha una radice più antica, profonda e colta

Non è solo un'affermazione provocatoria: è una diagnosi storica. Davvero il sistema liberale è sotto assedio? Al cuore, c'è la crisi della classe media, che stritolata dai costi non riesce più a essere perno della stabilità democratica e motore sociale. La crisi ha generato risentimento, polarizzazione e perdita di fiducia. L'assedio è sia dal basso che dall'alto. L'accesso all'informazione si è ampliato, ma non la capacità critica. In molti contesti, l'algoritmizzazione dell'informazione ha rafforzato le bolle cognitive e indebolito la possibilità di formare un'opinione pubblica informata, pilastro del liberalismo classico. Inoltre, organizzazioni come Onu o Oms sono spesso entità opache dove le democrazie siedono accanto a regimi autoritari. Così la democrazia, per legittimare un ordine internazionale, negozia con chi nega i suoi stessi principi. In più nelle democrazie troviamo nostalgie autoritarie che testimoniano il fallimento di memoria ed educazione politica. Esistono élite occidentali, formate o compromesse in un tempo ideologico, che occupano ruoli chiave e che, in tempi di guerra tiepida, possono ostacolare la tenuta del liberalismo per miopia o convenienza personale.