Tre posizioni guadagnate, ma ancora al sedicesimo posto. L’Italia avanza nel Global Attractiveness Index (Gai) 2025, ma resta lontana dai vertici, continuando a pagare il conto di occupazione bassa e salari tra i più deboli che frenano le prospettive di crescita futura del Paese. Ma è l’Europa intera, nel complesso, a segnare il passo con l’arretramento di Germania e Francia. La risalita italiana, con un punteggio di 60,3, è incoraggiante ma non risolve le fragilità strutturali. Il Paese resta in coda per «orientamento al futuro»: in prospettiva ventennale è ultimo al mondo per quota di popolazione in età lavorativa, mentre salari bassi e bassa occupazione deprimono la capacità di attrarre talenti e investimenti. La Germania, con 81,4 punti, perde il secondo posto a favore della Cina, segno delle difficoltà industriali e dei costi energetici. La Francia scivola al 13° posto (era al 10°). Anche Regno Unito e Svizzera arretrano, mentre gli Stati Uniti consolidano il primato a quota 100 e la Cina si rafforza al secondo posto (87,7 punti).