Un’instancabile «locomotiva». Sir Antonio Pappano, tra i più acclamati direttori d’orchestra al mondo, torna a Torino con la sua energia inesauribile portando con sé il suo «carro armato», la London Symphony Orchestra, di cui è direttore principale. Ospite al Festival MiTo venerdì 5 alle 20 – all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto, in via Nizza 280 – è sul podio con un programma che attraversa secoli e stili: dall’Ouverture della “Semiramide” di Rossini al lirismo romantico del Concerto n. 2 di Chopin, affidato al giovane pianista coreano Seong-Jin Cho, fino alla brillante Sinfonia n. 9 di Šostakovič. In chiusura, la rarissima esecuzione di “Juventus” di Victor de Sabata, poema sinfonico dedicato ai chiaroscuri della gioventù.
Maestro, l’anno scorso è uscita la sua autobiografia. Che cosa l’ha spinta a raccontarsi?
«Ho accettato di farlo per spinte esterne. Solo quando ho accettato di scrivere ho scoperto di avere nascosto in me tanto da dire. Specie riguardo alla mia esperienza familiare e su come sono diventato direttore. Mi sono sorpreso. Scrivevo un capitolo dopo l’altro come un atto di purificazione»
Sin dalle prime pagine si paragona a una «locomotiva». Cosa intende?
«Ho sempre avuto molta energia, viene da mia madre. Ha 91 anni ma, malgrado una certa fragilità, è estremamente vitale. Sono grato di aver ereditato da lei questo tratto, mi ha permesso di lavorare tanto e di continuare ancora oggi, specie con il nuovo incarico della London Symphony Orchestra. Sono alla guida di un carro armato».








