Dopo le "mogli" esposte senza la loro volontà attraverso forum e siti sul web, compare su internet ora lo sfruttamento commerciale di riprese intime, rubate dagli impianti di videosorveglianza in giro per il mondo.
Alberghi, stanze da letto, spogliatoi, studi medici e centri estetici, momenti intimi o imbarazzanti, e comunque privati, messi in vendita a prezzi variabili.
Il tutto avviene in un portale facilmente accessibile attraverso i motori di ricerca, con migliaia di registrazioni audiovideo trafugate illecitamente da oltre 2.000 impianti di sorveglianza. A scoprirlo è stata un'azienda trevigiana, la Yarix, centro di competenza per la cybersecurity dell'azienda Var Group, con sede a Empoli (Firenze).
Yarix ha segnalato la scoperta tramite il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (Cosc) di Venezia alla Polizia Postale del Veneto, con la quale ha firmato un Protocollo di Intesa dal 2016, e ha già collaborato per diverse inchieste.
Il team di Cyber Threat Intelligence sta monitorando il portale e conducendo ulteriori analisi utili all'indagine. Attivo almeno da dicembre 2024, il portale consente di visualizzare gratuitamente brevi estratti delle registrazioni, offrendo poi la possibilità di acquistare l'accesso alla videocamera per ulteriori contenuti, ma anche per ottenerne il controllo. Analizzando gli ID delle videocamere - ossia gli indirizzi univoci che si generano per la 'messa in rete' degli apparecchi - è stato possibile stabilire che le registrazioni messe in vendita provengono da paesi vari come Francia, Germania, Russia, Ucraina, Messico e Argentina. Attualmente, per l'Italia sono stati invece identificati circa 150 video.














