TREVISO - Tutto è partito dalla richiesta di un’azienda cliente dopo il caso di Stefano De Martino, il celebre conduttore televisivo che ha denunciato la messa in rete di alcuni suoi video intimi in compagnia della fidanzata rubati da una sua webcam. Da quell’analisi sui dispositivi di sorveglianza dell’impresa, la trevigiana Yarix, centro di competenza per la cybersecurity di Var Group, ha individuato un portale sul web, facilmente accessibile attraverso i più comuni motori di ricerca e attivo almeno dal dicembre 2024, che raccoglie migliaia di registrazioni audiovideo, principalmente a sfondo pornografico, rubati in maniera illecita da oltre 2 mila videocamere di sorveglianza domestiche o installate in studi medici o centri estetici. Il sito mette a disposizione gratis alcuni brevi estratti dei video. Poi, a pagamento, con tariffe che partono da 20 dollari e che possono arrivare anche a 575 in base alla popolarità delle immagine al numero di visualizzazioni (alcuni sono stati visti 20 mila volte), è pure possibile acquistare l’accesso diretto alla videocamera privata o a contenuti più espliciti, anche in alta definizione. Yarix, in poche ore dal ricevimento dell’incarico da parte dell’azienda cliente, si è subito imbattuta sul portale, tramite il centro operativo per la sicurezza cibernetica (C.O.S.C.) di Venezia lo ha subito segnalato alla Polizia postale del Veneto. Le indagini sono tuttora in corso.