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Il gruppo indipendente da 2,3 miliardi di ricavi annui e il patrimonio stimato fino a 12 miliardi di dollari: l'eredità di Armani
È morto Giorgio Armani. Con lui se ne va a 91 anni non solo il maestro che ha vestito divi e potenti, ma l’uomo che ha dato all’Italia un volto di eleganza sobria e inconfondibile. La sua firma, cucita su giacche destrutturate e abiti da red carpet, è diventata negli anni un simbolo planetario, capace di trasformarsi in un impero economico da 2,3 miliardi di euro di ricavi annui e in un patrimonio personale stimato attorno ai 12 miliardi di dollari. Un marchio rimasto sempre indipendente, costruito mattone dopo mattone, dagli atelier di Milano agli hotel di Dubai, fino alle residenze di lusso e ai musei che ne custodiscono la memoria.
Come riporta Reuters, il Gruppo Armani ha chiuso il 2024 con ricavi netti per 2,3 miliardi di euro, in leggero calo rispetto all’anno precedente ma su livelli che confermano la solidità di una delle poche maison rimaste nelle mani del fondatore. A valori retail, l’impatto commerciale supera i 6 miliardi di euro, sostenuto dal lavoro di circa 8.700 dipendenti in tutto il mondo. L’EBITDA si è attestato a 398 milioni di euro, mentre la liquidità netta è rimasta robusta, sopra i 500 milioni: numeri che certificano la salute di un gruppo che ha sempre fatto della prudenza e dell’autonomia la propria forza.















