Non è stato facile entrare nei panni di Sofia: è una ragazza molto introspettiva, poco espansiva... diversa da me". Emma Mackey, attrice planetaria grazie al successo di Sex Education (era il 2019 e aveva 22 anni) sintetizza così la sfida per diventare la protagonista di Hot Milk di Rebecca Lenkiewicz, presentato all’ultima Berlinale (dal 22 agosto in streaming su Mubi). Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Deborah Levy e ha al centro una ragazza che prende una pausa dai propri studi di antropologia per accompagnare la madre Rose (Fiona Shaw) in Spagna, dove un guaritore di nome Gomez (Vincent Pérez) cerca di capire perché l’anziana è in sedia a rotelle fin da quando Sofia era piccola, pur non avendo nessuna lesione. Sotto il sole implacabile della città costiera di Almeria, Sofia cerca di divincolarsi dal soffocante rapporto con la madre che ha condizionato la sua intera esistenza. A un certo punto conosce la magnetica e anticonformista Ingrid (Vicky Krieps), da cui si sente attratta e che a sua volta cela un trauma. "Non giudico mai i personaggi", ci racconta Mackey, "ma non posso dire che Sofia mi stia sempre simpatica, mentre paradossalmente sua madre ha un umorismo tagliente. La cosa interessante del film è una innocente ipocrisia: nella vita puoi amare moltissimo qualcuno, ma allo stesso tempo puoi volertene allontanare il più possibile. Dal punto di vista attoriale è uno spazio psicologico molto interessante".
Emma Mackey: “Nella vita puoi amare moltissimo qualcuno ma stargli lontano il più possibile”
Esplorando certe ipocrisie familiari nei panni di Sofia, la protagonista di Hot Milk di Rebecca Lenkiewicz






