Ha trentuno anni, è nata a Genova, vive a Londra, è stata candidata agli Emmy con un documentario girato a Napoli per la media company Vice, sta finendo un’inchiesta per la BBC che uscirà a settembre, dipinge, espone e ha scritto con sua madre la storia di un libro per bambini diventato film d’animazione, Ricardito lo squalo. Alessia Camoirano è l’unica presenza femminile tra i 22 film ammessi ai contributi selettivi del ministero della Cultura 2026 — e ci è arrivata con una co-regia, condivisa con Marco Pollini, su un film storico dedicato alla regina Margherita di Savoia, ancora da girare. Una storia italiana, dice, con un appeal globale.

Partiamo dall’inizio: è nata a Genova, che non è esattamente Cinecittà. Come è cominciata? “I documentari sono sempre stati fondamentali per me. Da piccola guardavo i cartoni, ma soprattutto i documentari: sono sempre stata curiosa, ho sempre voluto capire come funzionano le cose. Mia madre è colombiana e mi ha portata fin da piccola a vedere cose difficili, la povertà in Colombia. E ho vissuto situazioni di violenza domestica in casa: mio padre non è stato un uomo semplice. Non voglio parlare male dei morti, ma quelle esperienze mi hanno spinta a voler capire i meccanismi dell’essere umano e della violenza, a volerli riesaminare attraverso le storie”.