“Mia mamma mi diceva: ‘Sappi che è un lavoro durissimo e pericoloso per la salute e l’autostima. Ma se sarai motivata, ti gratificherà immensamente’”

di Roberto Croci

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“Ha sempre appoggiato il mio desiderio di fare tutto da sola, esattamente come lei”. Vuole fugare ogni dubbio di nepotismo Mia Threapleton, 24 anni, con quell’eccitazione incontenibile di chi può finalmente raccontare le proprie esperienze sul set. Parla della madre, Kate Winslet, che l’ha sì sempre sostenuta, ma con una raccomandazione: “Mi diceva: ‘Sappi che è un lavoro durissimo e pericoloso per la salute e l’autostima. Ma se sarai motivata, ti gratificherà immensamente’”. Da piccola Mia voleva fare la biologa marina, un sogno che si infranse quando si rese conto di odiare matematica e scienze. Cominciò quindi a fare audizioni e cercare un agente, seguendo l’esempio materno.

La trama fenicia di Wes Anderson (acclamato a Cannes) è il suo film più importante, quello che le ha fatto scoprire “il funzionamento della macchina e la fatica di questo mestiere”. Aveva già recitato con Winslet in I Am Ruth, “dove però avevo solo un paio di scene e la mamma del mio personaggio era anche la mia. Tutti pensano che i figli di un attore imparino a gattonare sui set”, dice. “Invece io e mio fratello Joe (Anders, ndr) siamo cresciuti senza conoscere la Kate Winslet attrice. Quando usciva dicendo ‘vado a lavorare’ avevamo 8-10 anni, non sapevamo che significasse. Crescendo, apprezzo che abbia tenuto separati la professione e il privato”. In questo modo, le sue prime esperienze “erano nuove e solo mie”. Lei, dal canto suo, non ha seguito alcun training specifico: “Non ho frequentato né scuole di teatro né università… ma ho scoperto che il processo per costruire un personaggio è ogni volta diverso e soggettivo. La cosa che sembra essere molto importante per tutti i lavori che ho fatto, e non sono molti, è leggere il copione il più possibile, perché ogni volta che lo leggi salta fuori qualcosa di nuovo che non avevi visto prima, o forse non avevi capito”.