SAN GIORGIO IN BOSCO (PADOVA) - «Sono sconcertato per l'accaduto, in queste situazioni non ci sono parole per descrivere il dolore e la tristezza lasciate da un evento tanto drammatico. Come amministrazione, in questo tragico momento, ci stringiamo intorno soprattutto a Delia, figlia di Gheorghe Zavate e di Valerica, che è infermiera all'ospedale di Camposampiero. Da parte nostra assicuriamo la massima disponibilità nel sostenerla e supportarla in questo momento così doloroso». Sono le parole di Nicola Pettenuzzo, sindaco di San Giorgio in Bosco e segretario provinciale della Lega, di fronte alla terribile notizia che ha sconvolto la comunità di San Giorgio. La sera del 22 agosto Valerica Zavate ha ucciso il marito con due coltellate al petto: la famiglia, quel giorno, si trovava in Romania per una commemorazione funebre e, probabilmente, la violenza è scattata in seguito ad una accesa discussione sul futuro della famiglia. La notizia è arrivata in Italia con diversi giorni di ritardo, quando i vicini di casa degli Zavate hanno iniziato a chiedersi come mai, in via Canova, le finestre rimanessero chiuse. Di qui la tragica scoperta.
«La famiglia - dice ancora il sindaco di San Giorgio era arrivata da tempo ed era ben integrata: lavoravano, conducevano la loro vita qui in paese. Erano ben inseriti nella comunità. Apparivano come una coppia normale, con qualche discussione come capita in tutte le famiglie, ma nulla che lasciasse presagire un epilogo del genere. Non ci sono mai state segnalazioni di violenze domestiche né testimonianze di litigi particolarmente accesi: dopo tanti anni, se ci fossero stati problemi seri, qualcosa sarebbe arrivato anche ai nostri uffici o ai servizi sociali».







