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Il giudice: manca la prova della fusione tra i due istituti

«Manca la prova della fusione per incorporazione di Banca Toscana in Mps». E così Amco, la banca che ha ereditato i crediti deteriorati dell’istituto senese, ormai risanato tanto da essere riuscito a conquistare il controllo di Mediobanca, si è vista respingere da un giudice di Massa la richiesta di procedere contro uno dei suoi debitori (per una cifra risibile, 55mila euro) ed è stata condannata a pagare altre 7mila euro di spese legali, come sottolinea al Giornale il legale che ha seguito il processo, Claudio Defilippi ( nella foto ). La fusione con Banca Toscana è del 2009, ma siccome gli avvocati di parte non hanno prodotto l’atto, il giudice di primo grado ha annullato il debito. «La sentenza è importante », dice l’avvocato Gianluca Bozzelli (autore di Cartolarizzazioni: manuale teorico- pratico per il giurista , Giappichelli) perché «non solo conferma l’orientamento della Cassazione che ormai dal 2021 impone di dimostrare l’effettiva titolarità del credito, ma inserisce tra le prove necessarie anche la semplice annotazione sul registro delle imprese».