SAN FRANCISCO - Dopo le startup, è la volta delle pmi. Intesa Sanpaolo diventa il «Golden Gate bridge» delle nostre piccole e medie in Silicon Valley e accompagna dodici aziende campionesse del Made in Italy a San Francisco per aiutarle a sviluppare relazioni industriali e strategiche negli Stati Uniti partendo da un’area che – ospitando le famose big tech e un quarto di capitale di rischio del pianeta - è diventata il punto di riferimento della tecnologia mondiale.
«Ritenevamo troppo bassa la presenza delle imprese italiane negli Usa, la geografia più interessante per intraprendere un percorso di internazionalizzazione perché qui si investe in ricerca e sviluppo, perché si respira un trend di innovazione mentre altrove è più complicato – dice Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, motivando la missione -. Qui le dimensioni di investimento sono mostruose, quello che accade in questo Paese è un moltiplicatore rispetto a quello che succede da noi, c’è bisogno di manifattura e i dazi quindi non possono essere un elemento che ci frena».






