ROMA – Il messaggio, dalla festa nazionale di Alleanza verdi sinistra, arriva forte e chiaro: il valore da preservare è l’unità del centrosinistra. E ora che, per la prima volta, è stata centrata in tutte le regioni chiamate al voto, non sarà certo Antonio Decaro — l’ex sindaco di Bari che ha già ottenuto il ritiro di Michele Emiliano e ora insiste perché anche Nichi Vendola faccia lo stesso — a rovinare un progetto che travalica la Puglia, guarda oltre, alle prossime politiche, per sfrattare la destra da Palazzo Chigi. Al quale persino Giuseppe Conte, il più riottoso a stringere alleanze stabili, sembra ormai essersi votato quando dice, come mai prima, che sì «Pd, 5S e Avs sono forze che hanno una storia e sensibilità diverse, ma stiamo percorrendo una direzione chiara, responsabile. Noi siamo pronti a fare sacrifici per mandare Giorgia Meloni a casa e costruire una seria alternativa di governo».

Campo largo ritrovato? La settimana degli incontri unitari di Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni

di Francesco Bei

02 Settembre 2025

È passato un anno da quando i quattro leader progressisti che ieri sera si sono ritrovati al Monk, locale alternativo nel quartiere popolare di Pietralata, erano saliti sullo stesso palco per siglare il “patto della birra”. Allora non portò benissimo. Stavolta ci riprovano e, non fosse per il vento gelido che spira da Bari, è tutta un’altra musica. Foto di gruppo e drink finale, sfidando la scaramanzia. Con il pensiero all’unico granello che ancora inceppa la gioiosa macchina da guerra.