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3 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:16
Con un miliardo (!) e 177 milioni di euro di spesa – fonte Transfermarkt – la Serie A chiude il suo calciomercato estivo. Una cifra alta, senza dubbio: colloca il campionato italiano solo al di sotto della Premier League, che ha speso quasi tre volte tanto. Gli altri? Tutti meno. Ha speso meno la Bundesliga (856 milioni circa), ha speso meno la Liga di Real Madrid e Barcellona (684 milioni), ha speso meno la Ligue 1 in cui gioca il Psg (662 milioni). E soprattutto ha speso meno, con il mercato però ancora aperto, l’Arabia Saudita, che dopo i botti iniziali di due anni fa ha ridimensionato di molto il suo mercato: solo 474 milioni. Meno della metà di una Serie A che spende tanto per provare a rilanciarsi in Europa. E quindi nel mondo.
La frase del capitoletto è probabilmente scontata. E basta semplicemente vedere le formazioni ufficiali partita per partita, per rendersene conto. Ma la tendenza ad acquistare giocatori stranieri è non solo confermata, addirittura accentuata. Si prendano in considerazione le 212 operazioni di questa estate, con una premessa: vengono considerati anche i riscatti dei prestiti, sono stati esclusi i giocatori acquistati per la Primavera o le squadre Under 23 (come per esempio La Gumina all’Inter). Ecco, di questi 212 giocatori, ben 156 sono stranieri. La motivazione risiede principalmente nei costi: la Serie A spende tanto, sì, ma acquista anche molto, e dall’estero spesso arrivano quelle occasioni di mercato che in Italia, per dei giocatori italiani, non sono sempre facili da trovare.











