Partiamo dal fondo. Dall’ovazione smodata del pubblico veneziano in sala Darsena quando nei titoli di coda di Dead Man’s wire, il nuovo film di Gus Van Sant, Fuori Concorso a Venezia 2025, appare la scritta dove si spiega che la Meridian Mortgage, una società di riscossione mutui che ha probabilmente fregato il protagonista del film, Tony Kiritsis, dopo pochi anni dai fatti raccontati è fallita miseramente.
Dead man’s wire si infila proditoriamente nel filone “popolo in rivolta” che segue Joker e il veneziano Bugonia. Qui la versione “fatto vero” è quella del povero cittadino qualunque vessato dal grande e insensibile capitale finanziario. Siamo in un freddo febbraio del 1977 a Indianapolis quando Kiritsis (Bill Skarsgard) entra negli uffici della Meridian Mortgage Company prende in ostaggio il figlio del proprietario Dick Hall (Cary Elwes) e gli fissa con un fil di ferro la canna mozza del Winchester alla nuca legando un’estremità del filo al grilletto e l’altra al collo di Hall in modo da impedirgli la fuga o un qualunque assalto della polizia. Kiritsis porterà con sé Hall uscendo dall’edificio, facendo parecchi metri in strada e poi salendo sull’auto fino a casa propria in un residence dove alle finestre ha legato un congegno di esplosivi pronto a saltare alla prima pallottola dei cecchini.











