Dopo aver salvato più di tremila persone nel Mediterraneo, con la sua Life Support anche Emergency si unisce alla Global Sumud Flotilla. Le imbarcazioni che la animano, spiegano dall’ong, “non trasportano soltanto aiuti umanitari, ma un messaggio inequivocabile: quando un governo blocca gli aiuti umanitari, commettendo un crimine di guerra, le persone hanno il diritto e il dovere di agire direttamente in modo non violento”.
La nave, che salperà il 4 da Catania insieme alle altre barche della delegazione italiana, avrà il ruolo di osservatrice e offrirà supporto medico e logistico alle altre imbarcazioni.
Global Sumud Flotilla, i camalli: “Noi impegnati a terra e a bordo. Se ci fermano, blocchiamo tutto”
di Alessia Candito
“Quello che accade a Gaza da quasi due anni è inaccettabile”, dicono dall’ong italiana che nella Striscia gestisce due centri dei pochi centri sanitari ancora operativi nel governatorato di Khan Younis, racconta una situazione gravissima. “Mentre l’esercito israeliano bombarda senza sosta la popolazione civile, già provata da continui ordini di evacuazione, da cinque mesi sono bloccati gli aiuti necessari ad assicurare una minima assistenza alla popolazione. Oltre a subire continui bombardamenti ed evacuazioni, almeno 500.000 persone vivono in condizione di insicurezza alimentare catastrofica”, spiegano da Emergency, che quotidianamente riceve report sempre più allarmanti dai suoi team ancora nella Striscia.












