Egregio direttore, vorrei leggere la sua opinione in merito alla partecipazione della Turchia a questa importante riunione Brics che si tiene a Pechino. A parte la partecipazione dei soliti e noti anti-occidentali e anti-Usa, non le sembra strano che ci sia anche il sultano turco? La Turchia con il più grande esercito asian-europeo non fa parte della Nato? E come può la Nato stessa accettare che un così importante membro partecipi ad una riunione i cui scopi non sono certo quelli di instaurare la democrazia nel mondo. Ancora non dimentichiamo che una delle più grandi Basi aeree Usa si trova ad IncirlikTurchia e potrebbe diventare la nuova Pearl Harbor in caso di conflitto con l'Occidente. Infine la classica domanda: "Lei comprerebbe un'auto usata da Erdogan? " visto che con l'attuale ruolo di mediatore riesce a comperare petrolio russo a prezzi stracciati?

Giuliano Dori

Abano Terme

Caro lettore, la presenza della Turchia al vertice dei Brics, l'organismo che riunisce le nuove economie sviluppate, in corso a Pechino, può sorprendere, data l'appartenenza alla Nato del paese guidato da Erdogan. Ma solo fino a un certo punto. Rientra nella politica, certamente spregiudicata, che il rais turco persegue da tempo e che ha l'obiettivo di consolidare il ruolo di mini-potenza del suo Paese nel nuovo quadro geopolitico. Un multilateralismo che lo porta giocare con disinvoltura su molti tavoli.