Il ponte sullo Stretto di Messina non è una spesa militare, e gli Stati Uniti sono contrari a qualsiasi forma di «contabilità creativa» da parte degli alleati europei per raggiungere il nuovo obiettivo di spesa della Nato. «Ho avuto conversazioni anche oggi con alcuni Paesi che stanno adottando una visione molto ampia della spesa per la difesa – ha detto in un’intervista Matthew Whitaker, ambasciatore Usa alla Nato –. È molto importante che l'obiettivo del 5% si riferisca specificamente alla difesa e alle spese correlate e che l'impegno sia assunto con fermezza».
L’INCONTRO
Nato, spese dilazionate in 10 anni e più produzione di armi: che cos’è successo nel vertice di Roma
La risposta del Ministero dei Trasporti: «Niente fondi Nato»
Secondo Bloomberg, l'Italia sarebbe finita sotto i riflettori di Washinghton, che «avrebbe messo in guardia Roma, mentre il governo valuta se conteggiare il ponte sullo Stretto come spesa militare». Immediata la risposta del Ministero dei Trasporti: «Il Ponte sullo Stretto è già interamente finanziato con risorse statali e non sono previsti fondi destinati alla Difesa. Al momento, l'eventuale utilizzo di risorse Nato non è all'ordine del giorno e, soprattutto, non è una necessità irrinunciabile. L'opera non è in discussione».










