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Nella campagna elettorale per le regionali sta guadagnando notevole spazio la polemica intorno all’istituzione di strumenti simili al reddito di cittadinanza, ma su scala locale. Sia il presidente uscente della Toscana Eugenio Giani, del Partito Democratico, sia il candidato del centrosinistra in Calabria Pasquale Tridico, del Movimento 5 Stelle, si sono impegnati a creare un sussidio, erogato dalla regione, a favore delle persone in grande difficoltà economica. E lo stesso proposito è stato già manifestato da Roberto Fico del M5S, che sarà con ogni probabilità il candidato del centrosinistra in Campania (manca l’ufficialità), durante una riunione coi propri alleati.
Gli avversari di Giani e di Tridico hanno criticato duramente queste proposte: sia sul piano tecnico, sia su quello politico. In particolare è stata notevole la replica di Roberto Occhiuto, presidente uscente della Calabria di Forza Italia (che si ricandida).
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Da entrambi i lati il dibattito è connotato dalle vaghezze e dalle ipocrisie tipiche di una campagna elettorale. Infatti a ben vedere strumenti di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà, con meccanismi tra loro più o meno simili, sono stati introdotti in varie forme dalle regioni fin dalla metà del decennio scorso. Molti a partire dal 2024, quando il governo di Giorgia Meloni ha abolito il reddito di cittadinanza nazionale che era stato introdotto nel 2019 dal primo governo di Giuseppe Conte.









