Correva il '68, non un anno qualunque, e Mario Schifano all'apice del successo viene contattato da Ettore Rosboch. Motivo? Marella Caracciolo vorrebbe fare un regalo al marito, Gianni Agnelli, un presente di un certo calibro, alla Agnelli appunto, per battezzare come si deve la nuova casa romana dei signori Fiat, vicino al Quirinale. È il «Cigno» infatti che si occupa dei quadri e dell'arredamento e, seppur infatuata dell'optical di Vasarely, è stata convinta da Rosboch a puntare sull'ultrapop di Schifano, artista del momento.
Quando Schifano dipinse 7 metri di guardie comuniste per la sala da pranzo di Agnelli
Per la casa romana, l'Avvocato e la moglie Marella chiesero al genio della pop art 3 grandi tele. Animato da sentimenti anticapitalisti ma attratto dalla committenza prestigiosa, il pittore lanciò la provocazione con «Festa cinese»






