Danni alle auto in sosta, pedoni sfiorati o peggio, vite messe in pericolo solo per il più stupido dei giochi o, in alcuni casi, per vincere una scommessa. Le indagini sulla «moda» delle corse illegali sulle strade della Capitale si concentrano da tempo anche sui racket che si nascondono dietro le rischiose gare. Gli investigatori monitorano da tempo anche i social e le app di messaggistica, dove potrebbero darsi appuntamento i «piloti» improvvisati, pronti a scendere in pista per vincere il palio in gioco. L’obiettivo è quello di individuare i promotori, gli organizzatori pronti a coordinare il giro di scommesse in nero che potrebbe valere decine di migliaia di euro ad ogni corsa programmata con cura. Nel mirino di chi indaga ci sono aree considerate più ad alto rischio, perché più adatte a prestarsi alle gare organizzate: a partire dalle strade e dai parcheggi dei centri commerciali, chiusi di notte e poco sorvegliati. Lo dimostrano i raduni di auto e moto denunciati dai residenti a Parco Leonardo, alle porte di Fiumicino. Episodi inquietanti a cui seguirono le indagini dei carabinieri con 35 giovani identificati come complici, spettatori o promotori delle corse non autorizzate lungo via Geminiano Montanari. In quel caso sia i video di sorveglianza sia quelli realizzati dai cittadini furono utili a individuare i responsabili, tra multe salate scattate insieme al sequestro delle macchine modificate in violazione al Codice della strada.
Corse clandestine: appuntamenti presi in chat e in discoteca, si indaga sui video
Chi indaga punta a individuare i promotori delle gare di auto che da Ostia a Prati a Ponte Milvio spaventano i residenti







