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2 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 19:36
La Francia è di nuovo in preda al caos politico. A meno di una settimana del voto di fiducia chiesto dal primo ministro François Bayrou, è sceso in campo lo stesso Emmanuel Macron per cercare di ricomporre una maggioranza che, al momento, sembra impossibile da trovare. Incontrando i leader della coalizione di governo, riuniti a pranzo all’Eliseo, il presidente francese ha ordinato di “lavorare con i socialisti” e con altri partiti: tutti tranne la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon e il Rassemblement National. Il tenativo disperato è quello di “allargare” la base e trovare altri supporti in Aula. Macron, ai presenti, ha ricordato “il dovere di responsabilità e di stabilità”. Il tutto mentre i titoli di Stato della Francia sono finiti nel mirino degli investitori internazionali, spinti da una combinazione esplosiva di incertezza politica e problemi di bilancio strutturali.
Tentativi di asse in extremis che, però, si scontrano con la realtà: non solo la sinistra degli Insoumis o l’estrema destra di Le Pen, ma anche i Socialisti hanno già dichiarato che la decisione di non votare la fiducia è “irrevocabile”. E non solo, il premier ha bocciato la loro proposta di ridurre il deficit di 21,7 miliardi di euro nel 2026, circa la metà dei 44 miliardi di euro messi sul tavolo dal governo. Il confronto tra le due parti è previsto per giovedì 4 settembre. Intanto, nessuna sponda, questa volta, arriva dal Rassemblement National. Oggi, durante le consultazioni, Bayrou ha incontrato il presidente Jordan Bardella, e la leader parlamentare Marine le Pen: “Siamo in totale disaccordo con le soluzioni presentate dal signor Bayrou”, ha dichiarato la deputata.” O perché sono aneddotiche o perché sono molto pericolose. Ora, se questo porta alla domanda se abbiamo fiducia nel governo, ovviamente, per noi la risposta è semplice: non abbiamo fiducia”. E Bardella ha aggiunto: “Il miracolo non c’è stato. Questo incontro non farà cambiare idea al Rassemblement National”.













