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«Posso dire con certezza che 300 tonnellate le abbiamo raggiunte, ma sono convinto che siano molte di più», dice Stefano Rebora, fondatore dell’organizzazione genovese Music for Peace, che negli ultimi giorni ha raccolto tantissime donazioni di cibo non deperibile per la Global Sumud Flotilla, la grande iniziativa indipendente per cercare di portare aiuti alla popolazione civile della Striscia di Gaza con decine di barche a vela: «Avrò il dato definitivo quando avremo finito di mettere tutto nei cartoni, perché il grosso del lavoro è quello: preparare e inscatolare il materiale».

Music for Peace raccoglie cibo e altre forme di aiuti umanitari destinati ad altre paesi o a famiglie in difficoltà del territorio di Genova dal 1994, quando Rebora organizzò per la prima volta un concerto per cui invece di pagare un biglietto d’ingresso bisognava portare un pacco di pasta, dei medicinali o altri generi di prima necessità. Il nome dell’organizzazione, che significa “Musica per la pace”, deriva da quello. All’epoca l’obiettivo era sostenere la popolazione della Bosnia Erzegovina durante la guerra civile nei Balcani. Da allora l’associazione ha organizzato più di 55 missioni, dal Kosovo all’Afghanistan, dal Kurdistan iracheno allo Sri Lanka e all’Ucraina.