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A pochi metri dalla Lanterna, il faro simbolo di Genova, dalla mattina presto di venerdì c’è un via vai continuo di persone che portano pacchi di pasta, farina, scatolette di tonno e marmellate. Vengono consegnate alla Global Sumud Flotilla, la più grande iniziativa indipendente per cercare di portare aiuti alla popolazione civile della Striscia di Gaza con decine di barche a vela. Molte persone arrivano con carrelli della spesa presi dai vicini supermercati, altre invece portano i sacchetti a mano, con i motorini o con le auto. Attendono il loro turno, si incanalano in un percorso pedonale transennato, li consegnano ai volontari e vanno via. Qualcuno offre un aiuto per smistare la merce e impacchettarla, ma viene gentilmente respinto perché «siamo già pieni e non sapremmo cosa farvi fare».

Alcune persone scaricano pacchi alimentari davanti alla sede di Music for Peace a Genova (Angelo Mastrandrea/il Post)

Allo stesso tempo arrivano anche ambulanze, furgoni e camion carichi di cibo provenienti dalle decine di punti di raccolta organizzati nelle sedi di associazioni, partiti e sindacati, nelle biblioteche comunali, nei centri sociali, nei circoli sportivi, in alcune attività commerciali e nelle parrocchie di tutta la Liguria e di altre regioni vicine. I veicoli sostano all’interno degli spazi di Music for Peace, una ong genovese, giusto il tempo di scaricare, oppure si fermano lungo la strada. Alcuni volontari della Croce Rossa e della Protezione Civile, e i lavoratori portuali noti come “camalli”, li svuotano e portano la merce in un magazzino.