Ansia e depressione come una nuova pandemia, che affligge una persona su sette nel mondo: oltre un miliardo di individui - con le donne colpite “in modo sproporzionato” - i cui disturbi mentali sono la concausa di grandi costi umani ed economici. Depressione e ansia, da sole, costano all’economia globale circa 1.000 miliardi di dollari all’anno. Mentre i costi indiretti legati anche solo alla perdita di produttività sono incalcolabili.

E’ l’allarme che arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità, su persone di tutte le età e di ogni reddito. E malgrado molti Paesi abbiano rafforzato le politiche e programmi per la salute mentale, servono maggiori investimenti e azioni a livello globale per potenziare i servizi volti a proteggere e promuovere la salute mentale delle persone. Non solo: vanno definite le priorità così come occorre ridurre lo stigma e affrontare le cause profonde del malessere.

Seconda causa di disabilità

I disturbi mentali rappresentano la seconda causa di disabilità a lungo termine, contribuendo alla perdita di una vita sana. Fanno aumentare i costi dell’assistenza sanitaria per le persone colpite e le loro famiglie, causando al contempo ingenti perdite economiche su scala globale. «Trasformare i servizi di salute mentale è una delle sfide più urgenti per la salute pubblica - avvisa il Dg Oms Tedros Ghebreyesus -. Investire nella salute mentale significa investire nelle persone, nelle comunità e nelle economie: un investimento che nessun Paese può permettersi di trascurare. Ogni governo e ogni leader ha la responsabilità di agire con urgenza e di garantire che l’assistenza sanitaria mentale non sia trattata come un privilegio, ma come un diritto fondamentale per tutti».