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L'8 settembre il Primo Ministro François Bayrou si presenterà di fronte all'Assemblea Nazionale alla ricerca di una improbabile fiducia

L'8 settembre è data cerchiata in rosso nel calendario della storia d'Italia. Potrebbe esserlo anche per la Francia. In futuro lo si potrebbe ricordare come l'innesco di una vera e propria crisi di regime. Quel giorno il Primo Ministro François Bayrou si presenterà di fronte all'Assemblea Nazionale alla ricerca di una improbabile fiducia. Ad oggi nessuno è disposto a scommettere che la riceverà. Si apriranno, allora, tre possibili scenari. Potrebbe formarsi un nuovo governo, debole come quelli che l'hanno preceduto. Ma non è facile immaginare un nuovo Presidente del Consiglio al quale si conceda anche soltanto di salire in sella. Macron potrebbe decidere di dimettersi, anticipando così le presidenziali previste per il 2027. Ma la sua sarebbe l'attestazione di una sconfitta; una mesta uscita di scena totalmente differente da quella che vide protagonista il Generale De Gaulle nel lontano 1969. Potrebbe, infine, essere sciolto il Parlamento. Ma è improbabile che nuove elezioni determinino una chiara maggioranza. Tutto ciò, sullo sfondo di un'inquietante iniziativa assunta da un movimento che ha nel nome il suo programma: "blocchiamo tutto". Su di essa aleggia il sospetto della longa manus di potenze straniere.