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Il premier incaricato: "Voglio un governo libero, il dibattito sulle pensioni sia realistico". Répubblicains spaccati fuori dalla maggioranza

Sull'onda della preoccupazione, il premier francese ieri ha parlato ai giornalisti in Val-de-Marne. Sébastien Lecornu, richiamato in campo da Macron per rispettare la scadenza di bilancio, è di nuovo in sella. L'Assemblée aspetta la "Finanziaria" domani per avere i 70 giorni necessari a un confronto democratico in Aula. Ma già si preannunciano ritardi, e agitazioni sui mercati, sotto la lente delle agenzie di rating. Lecornu ha dunque chiamato ieri a un dibattito "realista" i partiti che intendono sostenere il suo bilancio; ancora tutto da scrivere, e senza ancora un governo. Tradotto: fuori discussione sospendere la riforma delle pensioni.

Eppure, proprio di quell'idea, aveva parlato con la compagine sinistra dell'emiciclo, esclusa poi dalle consultazioni guidate dal presidente Macron nel ping pong durato cinque giorni. Alla fine l'Eliseo ha messo all'angolo la gauche e gli ecologisti, spiegando che non avevano i numeri per vantare un incarico, e che la destra ha tuttora matematicamente più chance di governare con il suo grande centro a corto di idee, se non quella di riproporre Lecornu come premier. Il suo primo governo è durato meno di 14 ore. Ora si riapre il tavolo di trattativa con la destra neogollista che aveva già fatto saltare il suo primo esecutivo denunciando troppi macroniani doc in squadra, dopo la promesse di attuare una "rottura" col passato.