Le chiacchiere stanno a zero. L’informazione “globale” si piega sistematicamente alla propaganda di Hamas, ingoiando narrazioni distorte. Ne è prova l’ultima iniziativa di organizzazioni come Avaaz e Reporter Senza Frontiere che si proclamano paladine della libertà di stampa ma spingono una versione faziosa, accusando Israele di crimini contro «giornalisti» spesso affiliati a Hamas o suoi megafoni. La realtà è opposta: i media mondiali amplificano le bugie di Hamas, come dimostrano correzioni tardive e casi concreti, specie nelle immagini “posate” di disperazione ai punti di raccolta degli aiuti alimentari. Prendiamo la BBC, icona del giornalismo. Nei primi mesi della guerra ha violato le sue linee guida oltre 1.553 volte, con errori che dipingono Israele come il cattivo (attenzione, perché il numero non è buttato lì a caso). L’esempio più clamoroso è l’esplosione all’ospedale Al-Ahli di Gaza. La BBC, citando fonti di Hamas, ha attribuito l’attacco a un razzo israeliano. Il racconto ha infiammato il mondo, ma era un missile palestinese, probabilmente della Jihad Islamica. La correzione? Tardiva, dopo che la narrazione anti-Israele era già virale.
Gaza, quella stampa che amplifica le bugie di Hamas
Le chiacchiere stanno a zero. L’informazione “globale” si piega sistematicamente alla propaganda di Hamas, ingoiando narrazioni dist...







