Di festa ancora non si parlava. L’invito ai compagni dell’Unità stampato sui volantini recava la più vaga definizione di «scampagnata», in ossequio a una sobrietà della comunicazione resa obbligata dalla guerra appena finita e da una conta dei morti che continuava ad aggiornarsi. «Tutti a Mariano Comense per la grande scampagnata dell’Unità!», si leggeva sulle partecipazioni. La storia del più grande raduno della sinistra italiana - capace di sopravvivere al partito e al giornale che lo inventarono - comincia così, domenica 2 settembre 1945, ottant’anni fa. Nel luogo che non ti aspetti, non nella rossa Emilia ma in quello che negli anni a seguire sarebbe diventato inespugnabile fortino democristiano prima e leghista poi.
La prima Festa dell'Unità a Mariano Comense 80 anni fa: la scampagnata nei boschi per la Milano distrutta, i comizi e la tombola americana. «Portatevi le salamelle da casa»
Il 2 settembre 1945 debuttava il rito laico della sinistra, non in Emilia ma nei boschi della Lombardia: i militanti da tutta Italia con treni, camion e biciclette per ascoltare Longo e Pajetta e giocare al tiro alla fune. Ma il pranzo si consumava al sacco








