«Acasa mia, il 26 luglio preparerò il risotto al nero di seppia. Chi vuole assaggiarlo è il benvenuto...». Altro che pacificazione, la tregua a tavola è violata in partenza sul fronte della cena: 'pastasciutta antifascista' da un lato, nel ricordo della Resistenza omegnese e del Lago d'Orta, e destro-casalinga nell'altro, alla tavola di Luigi Songa, fino al 2022 coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia. In realtà è soprattutto un libero battitore di destra e dalla vis polemica facile, oggi leader del movimento Indipendenza nella provincia del Verbano Cusio Ossola.
Dopo aver criticato il Comune per aver promosso la pastasciutta resistente nell'opuscolo che riporta gli appuntamenti turistico-culturali, alla vigilia dell'appuntamento (domenica 26 al circolo Franco Ferraris, dove la pasta sarà distribuita dalle 19.30), Songa rincara la dose e invita virtualmente tutti a casa sua, per un'altrettanto virtuale contro-cena: nel menu, appunto, un risotto che più nero non si può.
Il tema è attuale in una terra di tradizione partigiana come il lago d'Orta, e in particolare Omegna, città natale del capitano Filippo Beltrami, tra i più noti eroi della resistenza, ucciso nel febbraio del 1944 nella battaglia ossolana di Megolo. Eppure, ancor oggi, quella pastasciutta divide e in città la polemica monta come il gorgogliare del caffè nella moka, altro simbolo di una città partigiana, poi operaia e che oggi sta cercando di potenziarsi come destinazione di viaggio nel comprensorio cusiano.








