Addio alle feste dell’Unità di una volta. Quelle con migliaia di volontari, un mese di dibattiti e cene, stand sempre pieni. Il mondo è cambiato e anche l’appuntamento estivo che il Pd ha ereditato dai suoi illustri antenati, e che ha segnato la vita del Paese, cambia. Un segno di questo mutamento epocale - in corso da tempo - è il cambio di location di una delle feste più importanti, quella di Bologna. Dopo 51 anni - con una parentesi nel 2018 quando si trasferì nella vicina fiera - la Festa dell’Unità di Bologna non sarà più al Parco Nord, ma al Parco Cevenini di Borgo Panigale. Un’area ridotta che meglio si addice ai tempi: meno volontari, meno soldi, meno tempo a disposizione. E anche l’organizzazione sarà più sobria: niente più luna park, addio discoteca e ristoranti etnici. Paradossalmente c’è un ritorno all’antico: si torna ai ristoranti caserecci, gestiti da volontari, al liscio e ai tortellini. E Bologna non è un caso isolato. Stessa cosa accade a Modena, dove si è deciso di lasciare la storica sede di Ponte Alto per traslocare in uno spazio più ridotto, accanto al Palapinini. Non va meglio in Romagna: anche a Ravenna si è deciso di rivalutare luoghi e tempi. E così quest’anno la festa, iniziata il 29 agosto, si è spostata dal Pala De Andrè al Tiro al Segno Nazionale, nella darsena della città, per 11 giorni.
Pd al verde, le Feste dell’Unità sprofondano anche in Emilia-Romagna | Libero Quotidiano.it
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